926 libri letti, si può fare!

E se ce l’ho fatta io…

Premesso che questo articolo NON è stato scritto utilizzando l’intelligenza artificiale ma solo i miei neuroni, e premesso che la lettura, in ogni sua forma, non dovrebbe essere un accessorio bensì un principio di ognuno, vi racconto il mio come, con la speranza di accendere qualche scintilla e farmi copiare.

Quando ero molto giovane, diciamo alle scuole medie, ho iniziato a leggere quasi per obbligo di mia madre che mi accompagnava in libreria e, prendendo in mano qualche libro, mi riassumeva brevemente la trama per interessarmi. Quindi ho iniziato con le letture con le quali, immagino, iniziavano tutti negli anni ’70, ovvero “Sandokan”, piuttosto che “Zanna Bianca” oppure “il giro del mondo in 80 giorni” e via dicendo, incuriosito dai riassunti che mi faceva mia mamma.

Mia madre mi ripeteva che quando si legge un libro, in effetti se ne leggono 3!

Il libro che stai leggendo, ovviamente;

il vocabolario, dove devi andare a cercare ogni parola nuova ed impararne il significato;

il dizionario dei sinonimi e contrari, per creare granularità linguistica.

La cosa mi piaceva, qualche libro mi ha tenuto incollato alle pagine per ore, qualche altro meno. Questo interesse mi ha fatto scoprire due modelli funzionali per leggere:

  • Selezione del Rider’s Digest
  • Il club degli editori

Questi due metodi, che non so quanti ricorderanno, oltre ad avere una sorta di rivista con recensioni e titoli, mensilmente creavano una sorta di proposta di lettura in base alle opzioni di interesse di ogni abbonato. Una specie di streaming “cartaceo”.

Di quel periodo ricordo davvero poco in merito ai titoli, per lo più romanzi, gialli e cose simili.

Il primo stop

Durante la frequenza delle scuole superiori c’è stato un rigetto, di questo me ne pento, perchè, probabilmente in quel periodo della mia vita avevo modificato le mie priorità e la lettura era scesa abbastanza in basso.

Durante l’inizio della mia attività imprenditoriale però, ho ripreso, non in maniera costante ma comunque utilizzando la lettura quasi come una sorta di obbligato svago.

Si fa sul serio

Nel 1994, complice una conoscenza professionale, ho iniziato un metodo che mi ha portato, fino ad oggi, ad avere memoria delle letture e non solo, anche del significato e delle informazioni che ogni libro può trasferire. Eh, si, ho iniziato a capire che un libro è per sempre, un pò come un diamante. Ho iniziato quindi ad annotare, su un taccuino di Moleskine i dati di ogni libro letto, e soprattutto a tenerne con cura ognuno.

Nel 2004, a causa di accadimenti e vicissitudini soprattutto familiari, i libri sono diventati molto di più che semplici pagine e parole, sono diventati compagni di viaggio, da tenere per mano.

Organizzazione e obiettivi

La mia curiosità prende il sopravvento, acquisisco qualche tecnica semplice di memorizzazione e lettura e, soprattutto, mi prefiggo degli obiettivi di lettura giornaliera (o meglio di tempo di lettura giornaliera), oltre a circoscrivere i generi di libri ai quali mi sarei avvicinato e quali caratteristiche avrebbero dovuto avere.

30 minuti al giorno, almeno, ovvero fra le 30 e 40 pagine. Ecco, come è possibile, senza troppa fatica, ma con costanza e impegno, leggere circa 250 pagine a settimana.

A questo punto facciamo due conti:

dal 1994 al 2004 ho traccia di aver letto in tutto 89 libri;

dal 2004 al 2025 ne ho letti 837;

in totale ne ho letti 926!

Cosa leggo?

Quasi tutti, con l’eccezione di romanzi, libri rosa, fumetti e simili. Mi piace la filosofia, la sociologia, la religione, la psicologia, il marketing, l’imprenditoria, il coaching e via dicendo.

Non mi piace tutto, anche se acquisto molto.

Come scelgo?

Prendo spunto dai social, dalle rubriche letterarie, recensioni autorevoli, dai consigli di persone che stimo, dai blog. Sono un curioso e per la scelta scateno proprio questa mia indole.

A volte scelgo anche per caso, perchè sovente capita che un libro tira l’altro, per assonanza di argomento, per piacevolezza dell’autore, per la copertina o il titolo.

In ogni caso, ormai l’ho capito ed è una certezza, nessun libro che ho letto non ha avuto delle sottolineature ovvero qualcosa di interessante che meritasse una evidenziazione. Eh, si perchè ogni libro che acquisto e leggo diventa inesorabilmente mio, come se ci lasciassi sopra le impronte digitali. Sottolineature, commenti e note, post-it sulle pagine, orecchie. Ogni mio libro è mio, in quanto tale non li ho mai prestati, ne sono orgoglioso e geloso.

Letto, ma non messo nello scaffale.

Per il mio lavoro e non solo, faccio molto spesso riferimento a quello che ho letto sia per una mia gestione personale ed anche per dare una mano al mio cervello, scansiono solo le pagine con una sottolineatura, un commento, una nota e le archivio su un software specifico, aggiungendo una breve descrizione, cosa mi è piaciuto e cosa meno, aggiungo dei miei personali tag per un eventuale successivo recupero.

Ho sempre necessità di far riferimento a libri, autori, titoli, sia per il mio lavoro di mentoring strategico, che magari per la creazione di slide, oppure quando io stesso devo fare delle ricerche per la stesura di un mio libro.

Ecco come

Non è nulla di straordinario, riuscire a leggere tanto, senza pesi, senza obblighi e soprattutto riuscire a costruirsi una propria cultura, fuori dagli algoritmi, per scelta.

Leggo…e scrivo

Forse la passione della lettura ha scatenato in me anche la passione per la scrittura, per poter coinvolgere, condividere, estendere, incuriosire.

In fondo a questo articolo trovi i miei titoli, ma qui voglio solo condividere il bello e la soddisfazione di scrivere, soprattutto quando, persone autorevoli, che hanno letto un mio libro, mi fanno una dedica di questo tipo:

Cos’è la cultura

Uno dei libri che mi ha lasciato un gran segno è stato “1984” di George Orwell (se non lo avete letto fatelo) dove l’obiettivo era quello di appiattire l’unamità, ecco, la cultura è l’esatto opposto!

La cultura deve essere il mezzo per acquisire una capacità di scelta ragionevole, perchè non è sempre facile, un pò a causa dei pregiudizi e un pò, proprio per scarsa cultura cioè conoscenza. Saper scegliere, in modo consapevole vuol dire essere liberi, esercitare la cultura e la scelta per non omologarsi, a meno che non sia proprio quella lascelta.

Quindi LA CULTURA E’ LIBERTA’

Spero davvero di aver creato un pò di curiosità, un briciolo di motivazione, quindi vi sottopongo i libri che ho scritto, potrebbero essere un buon inizio.

Buona cultura!

I LIBRI DI ANTONIO FINOCCHI

Il mio ultimo lavoro “Esame? Non ti temo!”:

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