Ogni settimana ricevo almeno una richiesta che inizia con “cerco un coach” o “ho bisogno di una consulenza” da qualcuno che, nel corso della conversazione, mi rende evidente che quello di cui ha bisogno è qualcosa di completamente diverso.
Non è colpa loro. I tre termini vengono usati in modo intercambiabile, spesso da chi dovrebbe usarli con precisione. Il risultato è che molte persone investono tempo e denaro nel supporto sbagliato, ne rimangono deluse, e concludono che “queste cose non funzionano.”
Funzionano. Ma solo se si sceglie la cosa giusta per il problema che si ha.
La consulenza: qualcuno che sa e te lo dice
Il consulente analizza la situazione, porta competenza tecnica specifica, produce raccomandazioni. È rapido, è efficace su problemi ben definiti, è il formato giusto quando hai bisogno di una risposta, non di un percorso.
Il limite strutturale della consulenza è la dipendenza. Risolto il problema A con il consulente, quando arriva il problema B hai di nuovo bisogno di lui. Non hai acquisito la capacità di risolvere problemi simili autonomamente, hai acquisito la soluzione a quel problema specifico.
Questo non è un difetto, è la natura del servizio. Ma è essenziale saperlo quando si sceglie.
Il coaching: qualcuno che ti aiuta a trovare le tue risposte
Il coaching parte da una premessa opposta: le risorse per risolvere il tuo problema le hai già. Il coach non le conosce e non ha bisogno di conoscerle, il suo lavoro è fare le domande giuste per farti emergere quello che già sai.
È un approccio potente per blocchi cognitivi, decisioni difficili, cambiamenti di paradigma personale. Il coach lavora sul tuo sistema di pensiero, non sul tuo problema specifico.
La premessa del coaching è quella che le risorse siano già dentro l’interlocutore. Questa è però una limitazione reale in contesti dove le risorse non ci sono ancora. Un imprenditore all’anno zero che non ha mai gestito un team non ha “dentro di sé” la risposta su come costruirne uno. Ha bisogno di qualcuno che quella strada l’abbia percorsa.
Il mentoring: qualcuno che quella strada l’ha già fatta
Il mentoring è trasferimento di esperienza vissuta. Non di teoria studiata, non di modelli appresi bensì di esperienza reale accumulata su quel tipo di problema, in quel tipo di contesto.
Il mentore ha sbagliato, ha corretto, ha trovato soluzioni che funzionano e soluzioni che sembravano funzionare e non funzionavano. Porta tutto questo in modo diretto, contestualizzato alla situazione dell’interlocutore.
Il mentore, per fare tutto ciò, ha dovuto mettere insieme le competenze di un consulente, ovvero conoscere e dare risposte precise ad un problema preciso. Ha dovuto acquisite le competenze di un coach, ovvero trovare dentro di se le giuste domande per ottenere le giuste risposte.
La differenza neurologica rispetto agli altri due approcci è significativa: il cervello assimila l’esperienza trasferita da un mentore in modo diverso da come assimila un’analisi consulenziale o una sessione di domande. L’esperienza narrativa: “ti racconto cosa è successo quando ho affrontato questa situazione”, attiva circuiti di simulazione vicaria che facilitano l’apprendimento e riducono il tempo tra l’acquisizione e l’applicazione.
Come scegliere
La scelta dipende da tre variabili: il tipo di problema, il livello di urgenza, e cosa vuoi acquisire: la soluzione o la capacità di trovarla.
Se hai un problema tecnico e definito, con urgenza alta e nessun bisogno di sviluppare competenza autonoma: consulenza.
Se hai un blocco personale o decisionale e le risorse per risolverlo sono già tue ma non riesci ad accedervi: coaching.
Se stai affrontando una fase nuova della tua carriera o della tua impresa, hai bisogno di orientamento da chi ha già percorso quella strada, e vuoi sviluppare capacità duratura: mentoring.
Nella pratica quotidiana questi approcci si contaminano. Un buon mentor usa a volte domande coachive. Un buon consulente trasferisce esperienza. Ma conoscere le logiche di base ti permette di sapere cosa stai cercando e di valutare se quello che stai ricevendo risponde davvero al tuo bisogno.
I percorsi di mentoring di yourMENTOR sono descritti su yourmentor.me. Se vuoi capire quale approccio fa per te, iniziamo da una conversazione.
