Molte aziende corrono, per stare ferme. Non tanto sui mercati, sulla produzione, sono ferme sulle persone.
Un tempo, nelle grandi aziende, i dipendenti si consideravano numeri, prendendo spunto dal numero di matricola, oggi, ci si accorge che i dipendenti sono diventati quasi superflui e si (s)parla di persone, ma questi stessi dipendenti forse non sono nemmeno più numeri.
Vengono chiamate “risorse“, il dizionario, in maniera generica recita: “fonte o aiuto utile per superare un bisogno o una difficoltà“, ma se andiamo alla voce relativa all’ambito aziendale: “persone che offrono le loro capacità“.
Due descrizioni che sono opposte fra loro pur riferite alla stessa parola, meraviglia della lingua italiana. Oppure la prima è lato azienda e la seconda lato collaboratore, ci sta meglio.
Peccato che per abituazione, come scrivono Tali Sharot e Cass Sunstein nel libro “Guardate meglio”, dopo l’aiuto ed il superamento delle difficoltà le capacità diventato piatte e quelle che erano risorse restano solo umane, forse.
Qui scatta il tema centrale di questo articolo.
Nelle aziende, di qualsiasi dimensione, uno degli asset qualitativi sono proprio le persone, quelle che sono salite sul nostro autobus, alcune solo perchè dirette nella direzione che volevano, altre che pensavano che la direzione fosse quella giusta ma, strada facendo, si sono accorte del contrario e: “tanto ormai ci siamo“, hanno proseguito comunque, perchè volendo si può scendere alla prima fermata utile, altre, infine, perchè bramavano di raggiungere quella meta seguendo la direzione e l’itinerario dell’autobus.
Ora, l’autobus è l’azienda, le persone sono coloro che, in quanto passeggeri, danno senso all’esistenza dell’autobus, che altrimenti circolerebbe vuoto.
Tre tipologie di passeggeri sono su quest’autobus, tutti hanno il biglietto, condividono fermate, ambiente, sedili, fino al capolinea. Queste persone sono un gruppo, ovvero un insieme di persone accomunate fra loro da funzioni ecc. che svolgono le loro azioni in maniera individuale.
Una organizzazione invece ha bisogno di una squadra: persone che svolgono insieme azioni per raggiungere il medesimo scopo.
Come si trasforma un gruppo in una squadra e quando la squadra c’è davvero?
Ci sono decine, anzi centinaia, di testi e studi su questo argomento. Un numero infinito di metodi e formule magiche e, per non essere da meno, ne aggiungo un’altra:
GRUPPO+CONNESSIONE=SQUADRA
Straordinariamente semplice e straordinariamente complessa. Anche se il risultato sembra solo la somma di due variabili, per ognuna di esse si profilano una molteplicità di ragionamenti.
Il gruppo è la prima variabile, se riprendiamo l’esempio dell’autobus, è vero che salgono tutti coloro che hanno il biglietto ma non tutti coloro che hanno il biglietto sono saliti sull’autobus giusto. Ovvero, non tutti i dipendenti sono quelli giusti per l’azienda, alcuni sono stati integrati per necessità contingente, altri per “accontentare”, altri per conoscenza diretta ed infine, anche chi per verificate e comprovate abilità e competenze. Quindi la formula si applica se davvero esiste un gruppo, se almeno tutti remano, anche se con remi diversi, nella stessa direzione.
La seconda variabile che genera il risultato è la connessione, ultimamente ho letto il libro di Matt Beane “Il DNA delle competenze” che illustra in maniera davvero emblematica l’importanza delle connessioni e relazioni in ambito lavorativo, a tutti i livelli, in primo luogo come generatori di fiducia ma, forse ancora più incisivo, come metodo di creazione di abilità, senza connessione sarebbe come abitare in un condominio dove non ci si conosce se non, saltuariamente, magari durante l’assemblea.
Ora, si consegue ciò che si misura, e questa formula ottiene un risultato (la squadra) di un valore tanto maggiore quanto maggiori sono le variabili che la compongono e che si possono, e si devono, misurare. C’è un gruppo di partenza forte o solo battitori liberi? Quanto è alto il livello di connessione? Fra le altre cose, il bello di queste variabili è che generano KPI qualitativi, che determinano quindi la qualità del gruppo, la qualità delle connessioni e quindi la qualità della squadra. Non è una semplice misurazione di un numero tipo il fatturato di questo mese rispetto al precedente, o cose simili. Nelle organizzazioni si misura molto la quantità, perchè aiuta nella scrittura dei bilanci economici, e poco la qualità, che aiuterebbe nei bilanci del benessere, forse ancora più importanti, perchè, sempre lo stesso autobus, senza passeggeri o con i passeggeri sbagliati, non esisterebbe.
Ma come si fa?
Non tutti sanno che questi indici e la loro misurazione sono addirittura un obbligo! Sorpresi? E quest’obbligo, di cui spesso, per abituazione, si delega la compilazione a persone esterne, in tutto e per tutto all’azienda, tipo il consulente del lavoro o chi gestisce la sicurezza, potrebbe trasformarsi in una opportunità concreta.
Parlo dello stress da lavoro correlato, della sua analisi e dei risultati che mette a disposizione ed i percorsi per renderli efficaci.
Monitorare la salute di un’organizzazione vuol dire non solo tener sotto controllo gli indici di malessere, ma valutare l’organizzazione come luogo “accogliente” per il dipendente, un luogo dove poter comunicare con franchezza, potersi sentire coinvolti nel lavoro e avere un certo peso nelle decisioni da prendere. A questo si aggiunge l’importanza della reputazione di cui gode l’organizzazione sia all’interno della stessa e sia all’esterno, verso gli stakeholders.

Nasce a fianco degli imprenditori e delle organizzazioni Progetto AGIRE che in quattro fasi ha individuato un modo straordinariamente efficace per guidare un autobus colmo di passeggeri con un alto indice di squadra.
Quali sono (in maniera sintetica) le fasi:
Fase 1 – Analisi preventiva e inquadramento aziendale
1.1. Profilo Aziendale (Macro-analisi)
1.2. Individuazione dei Fattori di Rischio Oggettivi (Checklist INAIL e DVR D.Lgs. 81/08)
Fase 2 – Analisi approfondita
2.1. Scelta dello Strumento di Indagine
2.2. Raccolta e analisi dei dati
Fase 3 – Report e Diagnosi
3.1. Analisi Statistica e Incrocio Dati
3.2. Redazione del Report Diagnostico
Fase 4 – Interventi
4.1. Obiettivi Formativi Specifici
4.2. Moduli di Formazione sulle Soft Skills e Clima
4.3. Follow-up e Valutazione dell’Efficacia
La salute ed il benessere interessato tutti i tipi di organizzazioni, in tutti i settori. La vita delle aziende dipende direttamente dal loro stato di salute proprio come tutti gli altri organismi; infatti, oggigiorno il tema della salute assume una particolare connotazione, perché sono differenti rispetto al passato le nostre rappresentazioni del corpo, del lavoro e dei contesti (sociale, culturale, economico, politico e organizzativo) in cui si colloca la loro relazione.
La soluzione c’è ed evitarla sarebbe come nascondere la polvere sotto al tappeto. Altrimenti il prezzo da pagare si ribalta in termini di qualità totale, ovvero l’abbassamento del morale, minore fidelizzazione del personale all’azienda, minore sviluppo professionale, peggioramento delle prestazioni.
Un autobus esteticamente bellissimo, luccicante nella carrozzeria e negli interni, con un motore nuovo, resta solo un autobus, se nessun passeggero sale, e soprattutto, è soddisfatto e quindi voglioso di proseguire il viaggio.
A questo punto, solo se davvero ho solleticato il tuo interesse, puoi trasformare l’obbligo sancito dalla legge in una opportunità per la tua organizzazione.
Puoi richiedere una breve consulenza conoscitiva
Puoi richiedere la brochure esplicativa
Oppure puoi continuare come hai sempre fatto, fino a che non succederà come nel caso de “I Simpson” che avevano previsto molto di ciò che sarebbe successo, come l’elezione di Donald Trump, l’uso degli smartwatch, la fusione Fox-Disney e altro ancora. Ma saperlo dopo, è tardi. Qui non si tratta di prevenire per curare ma di prevedere proprio per non dover correre ai ripari e dover curare con terapie intensive al posto che semplici integratori.
Chi c’è nel Progetto AGIRE:
Antonio Finocchi
Imprenditore dal 1984, stratega di impresa, si occupa di mentoring e formazione per coinvolgere le persone alla crescita.
Marco Maria Conte
Psicologo aziendale e dell’emergenza – Consulente per le persone in azienda e la loro salute e sicurezza – Formatore
Francesca Abrugiato
Psicologa con particolare attenzione al mondo del lavoro e del benessere aziendale e della persona.
La scelta migliore è AGIRE, ora!
N.B.: questo articolo NON è stato scritto utilizzano l’Intelligenza Artificiale ma esclusivamente neuroni umani.
